Il cameriere si avvicina al tavolo con la carta dei vini… ed è lei a prenderla in mano e a decidere tra rossi e bianchi, com’è lei a pasteggiare il primo sorso facendo cenno di approvazione col capo. Scena per nulla improbabile, visto che il 74% delle italiane ha frequentato corsi di degustazione vini e il 49% acquista spesso guide e riviste d’enologia.
Questo secondo i dati dell’analisi Winenews-Vinitaly. E sapete cosa ne pensano in merito gli uomini? Che una donna che sa destreggiarsi abilmente tra calici di Brunello o Barolo e terminologia da sommelier è “decisamente sexy”! Lo afferma il 91% degli eno-appassionati italiani. Ora tutte a prenotarsi a prossime corsi di enologia?!
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enologia, sommelier, vino, Winenews-Vinitaly
Credete all’amicizia tra uomini e donne? Io sì, e ritengo che dalla diversità spesso nascano i punti d’incontro più belli! E non sono l’unica, a quanto pare, a pensarla così: il 67% del gentil sesso sostiene fortemente l’amicizia tra sessi opposti.
Più diffidenti i maschietti, di cui solo il 33% è convinto che si possa instaurare un rapporto profondo, di fratellanza con una donna. Che non si fidino molo della loro capacità di resistere allo charme femminile?
I dati sono di un’indagine del club per single Eliana Monti. Ma, attenzione, a sfogliarli bene ci si accorge che a credere alla “regola dell’amico” sono soprattutto le fasce giovani. Il 35% di coloro che confidano in una relazione uomo-donna hanno, infatti, tra i 25 e i 35 anni. Più scettici gli intervistati tra i 35-45 anni e quelli tra i 45-55 anni che rappresentano, rispettivamente, soltanto il 14% e il 19% dei fiduciosi. L’interesse nell’amicizia con l’altro sesso torna però in età adulta: gli ultra cinquantacinquenni costituiscono infatti il 32% degli interessati.
E tu che cosa ne pensi? Esiste l’amicizia tra uomini e donne?
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amicizia, regola dell'amico
Crioterapia, parola strana ma che pare essere la chiave vincente per combattere il cancro al seno. Speriamo! Nel greco antico k’yos significa freddo o ghiaccio. E infatti il freddo è il mezzo per sconfiggere il tumore alla mammella, e anche le metastasi di vari tipi di cancro, che possono essere ‘uccisi per congelamento’ e guariti, quindi, senza chirurgia.
Lo sostengono gli studi clinici presentati al Meeting Annuale della Society of Interventional Radiology in corso a Tampa, Florida.
Terapia minimamente invasiva in cui l”effetto gelo’ viene guidato attraverso tecniche di imaging nella sede del tumore, consiste nell’applicazione di aghi che portano il ‘gelo’ localmente nella massa tumorale e congelano e uccidono le cellule malate. Gli aghi sono sufficientemente piccoli e indolori da non richiedere l’intervento chirurgico e da necessitare la sola anestesia locale in più sedute.
La sperimentazione contro il cancro al seno ha coinvolto 13 donne che avevano rifiutato di sottoporsi a chirurgia ed è stata coordinata da Peter Littrup della Wayne State University di Detroit che ha guidato anche un’altra sperimentazione su 97 pazienti con metastasi in varie sedi del corpo. Gli esperti sono riusciti a rimuovere il tumore in modo definitivo e praticamente senza lasciare segni.
(Foto da Flickr di Caitlinator)
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cancro al seno, crioterapia, gelo, tumore
Un bando per ottenere il bollino rosa, ovvero il segno che la struttura ospedaliera presta attenzione all’universo delle donne ricoverate. E sono oltre 70 le nuove candidature degli ospedali italiani e in lingua italiana!
E il 30 giugno, da O.N.Da, l’Osservatorio nazionale sulla salute della donna, conosceremo l’elenco degli ospedali a misura di donna.
Di sicuro ora qualche maschietto storcerà la bocca: “come, ora anche gli ospedali devono essere al femminile?”. Ma la motivazione è presto detta: “la donna - come ha spiegato Francesca Merzagora, Presidente di O.N.Da - è colei che vive più a lungo, si ammala di più, usufruisce maggiormente dei servizi sanitari e consuma mediamente il 20-30% di farmaci in più degli uomini“.
Intanto, dall’Ospedale civile di Jesi (An) all’Ospedale Mauriziano Umberto I di Torino al Sacro Cuore di Cosenza, ecco gli ospedali che hanno conquistato il bollino rosa nel 2009.
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bollino rosa, O.N.Da, ospedali
Uomini, attenti a come parlate e scrivete. . Lo dice la Cassazione.
La quinta sezione penale ha infatti reso definitiva una condanna per diffamazione con tanto di cospicuo risarcimento (7.000 euro) ai danni di un giornalista di un quotidiano di Caserta e del suo interlocutore, un sindacalista della Cisl, colpevoli di aver pubblicato un articolo sul carcere di Arienzo diretto da una donna, Carmela Campi, in cui si diceva testualmente “Carcere, per dirigerlo serve un uomo“, sostenendo che sarebbe stata migliore una gestione maschile.
La Corte d’Appello di Salerno nel febbraio 2009 aveva già detto che l’espressione “è riferita al solo fatto di essere una ‘donna’, gratuito apprezzamento contrario alla dignità della persona perché ancorato al profilo, ritenuto decisivo, che deriva dal dato biologico dell’appartenenza all’uno o all’altro sesso”.
E ora ogni espressione maschilista trema un po’… Che quello di Arienzo sia il precedente per un corsa alla querela femminile contro le non infrequenti considerazioni sessiste?
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Arienzo, carcere, diffamazione