(Flickr.com/photos/ggvic/2864311951)Non solo post-partum: il 10% delle donne incinte soffre di depressione e il 20% in maniera grave. Con effetti negativi sulla mamma, sul bambino e sulla famiglia. Ma c’è una buona notizia: la soluzione può stare nel curarsi con l’agopuntura.
Lo dice lo studio dei ricercatori americani diretti da Rosa N. Schnyer della Harvard Medical School, effettuato su 150 future mamme e presentato al congresso per la Society for Maternal-Fetal Medicine.

Ebbene, è stato dimostrato che l’agopuntura può essere davvero efficace e sostituire i farmaci antidepressivi dannosi al feto. La tecnica degli aghi si può usare anche per correggere altri sintomi della gravidanza: così, ad esempio, contro le gambe gonfie occorre stimolare i punti dietro l’orecchio.

(Foto da Flickr di ~ggvic~)

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LaPresseLa preoccupazione nasce da una ricerca dell’associazione Save The Children: nonostante i genitori italiani facciano prevalere l’affetto (nel 37% dei casi) e il dialogo (nel 30%) nella comunicazione con i propri figli e si ritengano mediamente meno severi dei propri padri, non sempre la direzione presa è quella della ragionevolezza.

Infatti, la ricerca sottolinea che una media del 25% dei genitori italiani utilizza ancora le punizioni corporali: schiaffi, sberle e sculacciate, a seconda dell’età del figlio, sono ancora considerati nel 2010 il metodo correttivo preferito da un quarto dei padri e delle madri italiane per rimettere in regola i propri pargoli.

Che ne pensate? Ci vorrebbe una legge per impedire ai genitori di usare punizioni corporali sui propri figli, così come viene richiesta a gran voce dall’associazione? Oppure siete ancora dell’idea che uno schiaffo ogni tanto faccia bene? Diteci la vostra.

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(Flickr.com/photos/pedrosimoes7/125686247)Il 20% delle gravidanze finisce in aborto. Ma quello che più sorprende è che il 60% delle interruzioni di gravidanza deriva da coppie sposate o conviventi more uxorio. Ebbene sì, in seno a coppie stabili, che hanno giù un’abitazione, già organizzate in modo familiare. E per lo più si tratta di famiglie con tenore di vita medio.

Lo dice l’Associazione matrimonialisti italiani, che commenta : “È evidente che per molti italiani l’aborto è ancora considerato alla stregua di un contraccettivo“. Effettivamente il dato fa riflettere…

Secondo l’Ami è necessaria una maggiore azione di sensibilizzazione e di educazione sessuale e che i contraccettivi siano distribuiti gratuitamente quantomeno nelle scuole superiori e a chi ha un reddito basso. Per di più “solo una donna italiana su due è a conoscenza che, dopo il parto, la madre può decidere di non riconoscere il figlio in assoluto anonimato e senza conseguenze giuridiche”.

(Foto da Flickr di pedrosimoes)

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Immagine tratta dal sito di Amnesty InternationalDomani 6 febbraio si celebra in tutto il mondo la Giornata Mondiale contro l’infibulazione e le mutilazioni genitali femminili, istituita dalle Nazioni Unite ormai 7 anni fa dopo la decisione della first lady nigeriana Stella Obasanjo di combattere senza tolleranza questa pratica nel continente africano.

La giornata serve a diffondere la consapevolezza dell’ancora molto ampia diffusione della pratica della mutilazione genitale femminile o FGM (Female Genital Mutilation) che viene praticata per la maggior parte su ragazze tra i 4 e i 14 anni, soprattutto in Africa e in Yemen, per controllare la sessualità femminile, oppure come rito di iniziazione, per erronee concezioni estetiche, sanitarie e di igiene, o per motivazioni religiose. Con danni irreparabili e rischi incalcolabili.

Questo è il sito della campagna di Amnesty International dedicato alla lotta contro la FGM, e questa è la pagina dedicata alla campagna sul sito di Emma Bonino , che è portavoce dell’iniziativa in Italia fin dagli anni ‘90.

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(Ansa)La femminilità è varia, ed è bello apprendere che ognuna la interpreta a suo modo. Ecco così che se una italiana su sei ha avuto la sua “prima volta” giovanissima, a 14 anni!, una su cinque invece considera la verginità un valore e attende il matrimonio.

Per la maggior parte, però, sei italiane su 10, la prima volta avviene fra i 15 e i 18 anni. Nel 55% dei casi si sceglie un partner più esperto e ci si protegge con il preservativo. Sono questi i risultati del sondaggio su oltre 600 ragazze under 26, promosso da “Scegli Tu”, il programma sulla sessualità consapevole promosso dalla Società italiana di ginecologia e ostetricia.

Purtroppo resta ancora un 37% che la “prima volta” non utilizza nessuna protezione (17%) o solo il coito interrotto (20%). Dal sondaggio inoltre emerge la tendenza, tra le ragazze, al “fai da te” nei metodi anticoncezionali: il 45% decide da sola o attraverso il confronto con le amiche o internet. Per questo il sito www.sceglitu.it è un link da mettere nei preferiti, per le giovani come per le mamme (da annotare anche il numero verde della contraccezione: 800.555.323).

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