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(Flickr.com/photos/pedrosimoes7/125686247)Il 20% delle gravidanze finisce in aborto. Ma quello che più sorprende è che il 60% delle interruzioni di gravidanza deriva da coppie sposate o conviventi more uxorio. Ebbene sì, in seno a coppie stabili, che hanno giù un’abitazione, già organizzate in modo familiare. E per lo più si tratta di famiglie con tenore di vita medio.

Lo dice l’Associazione matrimonialisti italiani, che commenta : “È evidente che per molti italiani l’aborto è ancora considerato alla stregua di un contraccettivo“. Effettivamente il dato fa riflettere…

Secondo l’Ami è necessaria una maggiore azione di sensibilizzazione e di educazione sessuale e che i contraccettivi siano distribuiti gratuitamente quantomeno nelle scuole superiori e a chi ha un reddito basso. Per di più “solo una donna italiana su due è a conoscenza che, dopo il parto, la madre può decidere di non riconoscere il figlio in assoluto anonimato e senza conseguenze giuridiche”.

(Foto da Flickr di pedrosimoes)

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(LaPresse)Di certo se dovesse varcare le soglie del Belpaese creerà le solite polemiche tutte tricolori. Intanto la pillola per la contraccezione d’emergenza che funziona fino a cinque giorni dal rapporto a rischio (due in più rispetto a quella ora in uso in Italia), potrebbe arrivare presto anche da noi.

L’azienda che detiene il brevetto, la francese Hra Pharma, ha infatti già chiesto all’Agenzia italiana del farmaco (Aifa) il via libera per mettere in commercio il farmaco ElleOne, già in uso in Gran Bretagna, Francia e Germania.

La nuova pillola a base di ulipristal acetato ha un tasso di successo del 97,9%, paragonabile a quello della pillola del giorno dopo. La RU 486, invece, ovvero la pillola abortiva, dovrebbe essere pronta per il commercio con scatola e bugiardino in italiano per metà febbraio.

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(Foto da Flickr di Marco Gomes: www.flickr.com/photos/marcogomes/3486768921)Gli aborti a livello planetario sono in calo, passati da circa 45,5 milioni nel 1995 a 41,6 milioni nel 2003, ma le interruzioni di gravidanza non sicure uccidono 70mila donne all’anno. Soprattutto in Stati in via di sviluppo. Inoltre circa 5 milioni di donne sono stati trattati ogni anno per complicazioni derivanti da tali procedure, e altri 3 milioni avrebbero dovuto essere trattati.

Il 40% delle donne vive in Stati con leggi “molto restrittive” sull’aborto, soprattutto in Sud America e Africa. In 32 paesi l’aborto è totalmente illegale. E in tante di queste situazioni le donne non hanno neanche accesso alla contraccezione. Diminuito il tasso di gravidanze indesiderate a livello mondiale, dal 69 per 1000 donne del 1995 a 55 per 1.000 del 2008.

I dati sono dell’americano Guttmacher Institute di organizzazione della salute sessuale. E rivelano quanta strada c’è ancora da fare nella tutela dei nostri diritti e nella spesso necessaria pianificazione familiare.

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(Ansa)Il 68% delle donne italiane dice sì alla Ru486. Lo afferma un sondaggio condotto da Swg per Donna Moderna in edicola oggi.
Accanto alla maggioranza favorevole all’utilizzo della pillola abortiva, si schiera Alessandra Graziottin, ginecologa e sessuologa, che afferma sul settimanale: “Era ora che la pillola Ru486 fosse adottata in Italia. Rende l’aborto meno traumatico“.
A sostenere invece la minoranza contraria (32%) c’è Paola Binetti, psichiatra e deputata del Pd: “premetto che sono contraria all’aborto. La legge 194 lo consente, ma prevede pure la tutela sociale della maternità. La Ru486 dimostra che gli sforzi della scienza e della politica sono concentrati più sull’interruzione della gravidanza che sul sostegno alle donne incinte in difficoltà“.
Chi è in sintonia con la legge 194 non può che apprezzare la scelta italiana - tardiva rispetto all’Europa - di permettere l’uso della Ru486. E noi siamo pro 194.

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ANSADopo più di vent’anni da quanto venne introdotto nel mercato in Francia (era il 1988), arriva anche in Italia la pillola abortiva Ru486. La delibera è stata però molto sofferta, con lo spauracchio delle 29 morti che però, tranquillizza il suo creatore Emilie-Etienne Baulieu, sarebbero riconducibili ad abusi per motivi finanziari. La pillola è sicura, ci tiene a dirlo - come già l’Ente Europeo per il Controllo dei Farmaci aveva stabilito nel 2007.

E alla fine anche l’Agenzia Italiana del Farmaco ha detto sì. Quanto eravamo indietro? Per darvi un’idea: gli unici paesi della Comunità Europea a non utilizzarla eravamo noi, l’Irlanda e il Portogallo. Per i soliti motivi che non vi stiamo nemmeno a ripetere, come non vi stiamo a dire chi dobbiamo rigraziare per questo ritardo di vent’anni.

Ma la Ru486 in Italia arriva frenata da alcuni compromessi: la scadenza è la settima settimana e non la nona, e la pillola si potrà assumere soltanto attraverso il ricovero in una struttura sanitaria. Ma almeno ora si può scegliere, ed è già un passo avanti.

 

Sul nostro forum Persefone ha scritto:

Non capisco. L’aborto in Italia è già legale e praticato. Cosa cambia se viene fatto con una pillola o in un altro modo? Forse che con una pillola è troppo facile? Troppo indolore per la donna? Si vuole che le donne che abortiscono soffrano di più?

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