Il 20% delle gravidanze finisce in aborto. Ma quello che più sorprende è che il 60% delle interruzioni di gravidanza deriva da coppie sposate o conviventi more uxorio. Ebbene sì, in seno a coppie stabili, che hanno giù un’abitazione, già organizzate in modo familiare. E per lo più si tratta di famiglie con tenore di vita medio.
Lo dice l’Associazione matrimonialisti italiani, che commenta : “È evidente che per molti italiani l’aborto è ancora considerato alla stregua di un contraccettivo“. Effettivamente il dato fa riflettere…
Secondo l’Ami è necessaria una maggiore azione di sensibilizzazione e di educazione sessuale e che i contraccettivi siano distribuiti gratuitamente quantomeno nelle scuole superiori e a chi ha un reddito basso. Per di più “solo una donna italiana su due è a conoscenza che, dopo il parto, la madre può decidere di non riconoscere il figlio in assoluto anonimato e senza conseguenze giuridiche”.
(Foto da Flickr di pedrosimoes)





