Nella tenuta Venissa, a due passi da Venezia

Burano la conoscete di sicuro, Mazzorbo forse non l’avete mai sentita nominare. Maggio e giugno sono i mesi ideali per scoprire questa piccola isola della Laguna Veneta, raggiungibile in poco più di mezz’ora con i vaporetti diretti a Burano e che partono dall’imbarcadero delle Fondamente Nove a Venezia. Io sono sbarcata a Mazzorbo per la prima volta nel 2000 quasi per caso, attraversando il ponte di legno che la collega alla ben più famosa Burano. Avevo avuto la sensazione di aver scoperto qualcosa di particolare, solo che  tutto era incolto e in uno stato di abbandono. Ora, vista dall’alto (photo courtesy Nevio Doz) appare verdissima e curatissima. A piedi, potete scoprirne ogni angolo lungo il sentiero pavimentato che costeggia gli orti, le vigne e arriva alla  Chiesa di Santa Caterina. Solo la passeggiata merita una gita. In questo luogo appartato c’è oggi anche la Tenuta Venissa creata dalla famiglia dell’azienda vinicola Bisol, che ha recuperato un’antica vigna murata e qui produce l’omonimo vino.

Fhoto Courtesy Scarpa Volo

Venissa è un approdo suggestivo per chi vuole fermarsi qui una notte. Lo aspettano sei camere e un ristorante di alto livello (nella cucina a vista ultramoderna, in vetro e acciaio, opera con la sua brigata la chef bellunese Paola Budel) con i tavoli all’esterno a due passi dalla vigna e dagli orti. L’acqua, le barche, il buio senza il quale non si vedrebbero le stelle. C’era una festa in una casa sull’altra riva quando sono uscita dal ristorante per andare a riprendere il vaporetto che mi avrebbe riportato a Venezia. Sembra che Casanova qui avesse una villa. Più di tre secoli dopo, si può ritrovare intatto il fascino della Laguna.

Gli altri la giudicano così: la Guida l’Espresso assegna a Venissa il punteggio di 14,5/20.

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