In montagna a Bardonecchia/1

Premessa: non ho case al mare o in montagna. Quindi nel weekend sono libera di scegliere fra diverse mete e, quando mi muovo, in genere provo e sperimento posti nuovi. Però alla fine del 2012, tornando a Bardonecchia (è la quarta volta che ci vado, l’anno scorso l’ho “tradita” per l’Alta Badia) ho provato la  sensazione di sentirmi a casa. E anche questo ha reso la vacanza più piacevole. Ora vi passo le mie dritte, a partire dal posto in cui ho dormito (e mangiato).

L’hotel Villa Myosotis: ristorante superlativo e camere vintage a due passi da via Medail. Via Medail è la via chiusa al traffico che taglia in due il centro di “Bardo”. Questa  cittadina dell’Alta Val di Susa, vicina al confine con la Francia e meta di sciatori, ha diversi negozi, bar e ristoranti. In via Medail si passeggia su fino al borgo vecchio e giù fino alla stazione. C’è gente, ma l’atmosfera è rilassata. Sarà la parlata torinese (Torino dista 90 km e tanti qui hanno la seconda casa) saranno i modi gentili dei negozianti o sarà che io in vacanza vedo tutto troppo rosa? Comunque l’Hotel Villa Myosotis di Iole e Paolo Romano che scelgo quando vengo qui è appartato, silenzioso ma uscendo in 3 minuti si è in via Medail. La villa risale agli anni Trenta e al piano terra c’è la sala del ristorante Biovey: la parola nel dialetto di Bardonecchia (chiamato patois) significa “bellavista”, ed era quello del primo ristorante di Paolo (dal 1992 al 2001), che si trovava, sempre a Bardonecchia, in regione Biovey. Quello attuale conta 38 coperti interni (16, in estate, in giardino) in una sala color crema, “arredata” principalmente da tende in tessuto importante.

 

La sala del Biovey

La sala del Biovey

Oltre alla carta ci sono a disposizione due menu, uno con carne (43 euro) e uno senza (40 euro), ognuno di 5 portate. Soldi spesi bene, credetemi. Alcuni piatti sono una delizia, come quelli nelle foto qui sotto. In più, lo chef Paolo offre un assaggio della sua giardiniera (che ho poi comprato e portato a Milano insieme al sugo di pomodoro), un tris di assaggini e, se scegliete i piatti alla carta e non prendete il dessert, arriva una scatola che si apre in tre e dentro ci sono i dolcetti. Ottima e fornita la cantina.

Se vi fermate anche a dormire, troverete al risveglio biscotti, croissant, torte e succhi (alle pere e alla rosa canina) tutti fatti in casa e sistemati nel buffet della saletta per le colazioni in cui i tavoli hanno come base delle vecchie macchine da cucire a pedale restaurate. Paolo produce, con farine biologiche macinate a pietra, tutti i tipi di pasta, pane e grissini del ristorante e i prodotti per la prima colazione. Veniamo alle camere: sono 8, dedicate a Biancaneve e ai 7 nani. Io ero da Mammolo (la numero 2), una camera bon bon con vecchi mobili di famiglia, pareti fucsia, tende verdi, piastrelle del bagno anni Sessanta. Date un’occhiata al listino prezzi sul sito: la mezza pensione o la pensione intera sono davvero convenienti. Io ho scelto camera con colazione, in alta stagione (26-31 dicembre) ho pagato 90 euro al giorno.

 

Gli altri ristoranti: l’Etable. Uno dei posti che a Bardonecchia mi fanno sentire a casa è l’Etable (anche questo a due passi, su via Medail, tel. 012296973). Gentilissimi i proprietari che servono in sala, Antonella e Giuseppe detto Peppo, mentre in cucina c’è Stefania, sorella di Antonella. Una sera mi sono presentata all’orario di apertura, 19.30, dicendo che volevo cercare di andare al cinema un’ora dopo e loro mi hanno assicurato che ce l’avremmo fatta. A proposito: il cinema Sabrina, a due passi dal ristorante, è di proprietà della famiglia Cassolini dal 1965. Ora viene gestito da Marco, che stacca i biglietti, e dalla moglie Elena alla cassa. All’interno, manifesti di Audrey Hepburn e una programmazione che accontenta grandi e piccoli.

 

Ma torniamo all’Etable, che in patois significa “stalla”. «Siamo da 14 anni in via Medail, ma prima eravamo nel borgo vecchio in un locale ricavato da una stalla» spiega Peppo. «Da noi si trovano piatti di montagna, piatti consistenti, una cucina non magra». In realtà, troverete porzioni abbondanti ma condite il giusto e ve lo dice una che è perennemente a dieta. Io amo in particolare la zuppa d’orzo e il cavolo rosso con il cumino. Mi piacciono anche il vitello tonnato, le rape con lardo e maggiorana, il cotechino con verza e purea di mele. Poi ci sono la polenta, lo spezzatino di cervo… Provate anche i dessert: torta di nocciole e cioccolato tiepido con panna liquida e cacao, bonet e panna cotta. Ho scelto quest’ultimo, facendo un’eccezione perché la panna cotta nei ristoranti spesso è quella già pronta e collosa. Quella dell’Etable è semplicemente perfetta: giustamente tremolante e servita con la marmellata di rabarbaro (o in altri abbinamenti). Se la bottiglia non la finite, potete chiedere il tappo e portarla a casa.

 

All’Etable, mi raccontano, ci vanno già i figli dei figli dei loro abituali avventori. Poi capitano anche dei clienti che vanno un po’ troppo di fretta, senza magari aver prenotato. «Qui si viene per mangiare con calma» sottolinea Antonella. «Qualche volta mi capita che non mi facciano elencare i dolci. Io invece sono contenta di poter dire quello che abbiamo preparato, anche se poi uno non prende nulla». A chi non ordina il dessert, comunque, arrivano biscotti e caramelle cri cri (quelle tonde al cioccolato ricoperte con la granella colorata).

Se c’è il sole si va al Cianfuran. Dieci minuti con la macchina e si sale alla frazione di Millaures, Dopo averla superata, facendo ancora un po’ di curve, si arriva al piazzale del Residence Cianfuran che gestisce anche il vicino residence La Gleise, costituito da baite. Al Cianfuran, 1600 m di altezza circa, ho affittato un paio di anni fa un monolocale con soppalco (letto matrimoniale più divano letto) e mi sono trovata benissimo: il rapporto qualità-prezzo è buono, il complesso ha tutto in ordine, mette a disposizione una navetta per raggiungere le piste e si può pranzare e cenare in un ristorante con terrazza che io consiglio anche a chi non soggiorna qui perché, quando c’è una bella giornata di sole senza vento, si può mangiare all’aperto. In caso di brutto tempo, si sta dentro, dove tutto è caldo e comodo.

Particolarità del posto? Oltre ad avere una carta ben fornita che comprende anche le pizze, offre la possibilità di mangiare il pesce, sotto forma di piatti semplici come i frutti di mare e gli spaghetti alle vongole in bianco. E sia la coppia che lo gestisce sia il personale sono gentilissimi (Ristorante Pizzeria Cianfuran: tel. 012299054). Quando dico gentilissimi per me significa:

1. non ti assillano
2. ti servono nei tempi giusti
3 puoi occupare il tavolo tutto il tempo che vuoi
4 a quel punto posso anche perdonare il cameriere che, richiesto di dare delucidazioni su un piatto, risponde: Vado a chiedere in cucina…

Per le famiglie è ottimo anche l’Hotel Jafferau a cui si arriva direttamente con l’ovovia e si è sulle piste. Per me è un po’ troppo affollato, soprattutto durante le feste ma il rapporto qualità-prezzo è buono e c’è anche l’animazione.