In Salento fra ulivi, mare e sapori autentici

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Dove vai in vacanza? In Puglia. E dove? In Salento. La zona, come negli ultimi anni, è gettonatissima e io ci sono andata la seconda settimana di giugno. E vi dico che:

1. sbarcata a Brindisi ho cenato, prima di proseguire il viaggio, da Pantagruele (Salita Ripalta, tel. 0831560605). È in centro, ma in un angolo appartato, con tavoli all’esterno. Il patron è tranquillo, più di me che sono arrivata in ritardo a causa dell’aereo. Forte di una cucina di pesce, e non solo, che non delude mai, mi propone spaghetti all’aragosta, pescata quel giorno. Accetto e me la gusto nella saletta (quella sera faceva freddo) con i quadri di Scianna alle pareti, anche lui cliente affezionato del locale;

2. il paese di Acaya è un gioiellino. È un borgo fortificato, con il castello e le case in pietra leccese, tutto qui sprigiona armonia e la percepisco mentre passeggio sotto il sole, il cielo blu e la luce del Sud. Ho cenato alla Trattoria Locanda di Nonno Pici, a 25 euro. Specialità pugliesi in versione leggera dentro alla piccola corte con i tavoli all’aperto (il mio era questo nella foto). Incuriosita dalla scala in pietra che avevo di fronte a me, ho chiesto dove portava. A una camera con terrazzo. A disposizione degli ospiti ce ne sono 6, una con cucina, tutte nuove e vedendole mi sono detta: la prossima volta qui! Per la cortesia, per la buona cucina (zucchina rrustuta, frisa incaponata, polpette alle melanzane) per la cura di ogni dettaglio;

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3. ho soggiornato all’Acaya Golf Resolt: nel periodo in cui sono andata, una camera doppia online costava 90 euro. In bassa stagione può essere conveniente: la camera standard ha la grandezza di una suite, l’albergo è immerso nella campagna, fra gli ulivi, a poca distanza dall’Oasi Wwf delle Cesine. E ha due piscine, la navetta che porta alla spiaggia, le biciclette, oltre che una ricca colazione che potete gustare fino alle 11. Alla sera, da qui, è comodo andare a cena sia a Otranto sia a Lecce;

4. a Lecce ho gustato il pesce da Alex, vicino a Porta Napoli, all’entrata di Lecce e del suo centro storico. Si entra in un circolo del tennis e subito a destra c’è il ristorante, di fronte un’ampia veranda, che si anima dalle 21 in poi. Qui si viene per gustare il crudo (come ho fatto io) e scegliere per secondo il pesce freschissimo che vi propone Alessandra Moschettini, la chef. In tavola con il crudo arriva anche un vassoio di sali e boccettine di oli (alcuni aromatizzati). Entrando nel centro e raggiungendo piazza Sant’Oronzo e l’anfiteatro, si raggiunge facilmente Le quattro spezierie, il ristorante sul terrazzo del Risorgimento Resort : ci sono arrivata dopo un tamponamento (ero la parte lesa) e potete immaginare lo spirito. Spirito che si è completamente risollevato mangiando al fresco del roof carden, con pochi tavoli e un cameriere gentilissimo. Veniamo ai prezzi. Da Alex ho speso 50 euro, al Risorgimento 45, mangiando primo e secondo. In tutti e 2 e i casi in tavola c’era una bottiglia di vino. Tenete conto che in un agriturismo che se la tirano ne ho spesi 40 per una cena senza infamia e senza lode;

5. Le spiagge: passate oltre San Cataldo e Santa Foca (esempi di scempio edilizio), puntate su Torre dell’Orso, la Baia dei Turchi (nella foto qui sotto l’arrivo dalla pineta), Otranto. A Otranto (shopping costoso, prezzi alle stelle) vi segnalo per mangiare Peccato di vino e L’altro baffo. Ancora pesce, seduti in veranda o sulla terrazza, nel piatto i sapori del mare.

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