Vi siete mai domandate da cosa derivi il termine “beghina”, normalmente utilizzato per descrivere una donna esageratamente pia? Finora neanche io, tranquille. L’ho scoperto per caso, leggendo un articolo del New York Times che parla delle béguines, donne che decidevano di vivere insieme senza prendere i voti, in un edificio destinato appositamente a loro dalla Chiesa, il béguinage o begjinhof (essendo il Belgio, paese d’origine dell’usanza, tuttora bilingue francese-fiammingo).
Le béguines potevano essere donne anziane, vedove di guerra o donne rimaste altrimenti sole. In un tempo in cui una donna sola era un essere senza diritti e facile preda, le congregazioni laiche offrivano una forma di protezione e insieme di indipendenza a chi non aveva praticamente diritto di cittadinanza come essere umano, e non poteva (o non desiderava) risposarsi solo per essere tutelata. A differenza delle suore, le béguines potevano uscire, fare vita pubblica - nei limiti in cui nel Medioevo si potesse fare vita pubblica - e anche, se lo desideravano, abbandonare il béguinage per sposarsi. La pratica venne naturalmente a decadere con il moltiplicarsi delle possibilità per le donne nella società, ma è tuttora considerata una forma di movimento femminista a matrice religiosa.

