Non lo sanno benissimo neanche quelli dello staff di John McCain, che l’ha scelta come suo vice nella corsa alla Casa Bianca prima di controllare che avesse tutte le credenziali necessarie: ora stanno saltando fuori arresti per guida in stato di ubriachezza (OK, ventidue anni fa, ma sapete gli americani, su ’ste cose…), manovre in odore di scarsa legalità in materia di licenziamenti, addirittura l’appartenenza a un partito indipendentista che ha cercato di ottenere la secessione dell’Alaska dagli Stati Uniti. Sembrano sciocchezze, ma nel caso in cui John McCain vincesse le elezioni e si trovasse poi incapacitato a governare per qualsiasi motivo (e la cosa sembra preoccupare molti, dato che McCain, a 72 anni, non è proprio un giovanotto), il nuovo Capo dell’Esecutivo e dell’Esercito sarebbe lei, la quarantaquattrenne governatrice dell’Alaska. Che si autodefinisce una “hockey mom” (in Alaska l’hockey deve tirare ben più del calcio), ha pochissima esperienza politica, e un programma di governo a dir poco simbolico.
Una scelta più rappresentativa che pragmatica, in apparenza, quella di McCain: un tentativo di attirare verso la sua candidatura i voti delle donne deluse dalla sconfitta di Hillary Clinton, e insieme quelle dei pro-lifers, gli antiabortisti americani, numerosi e devoti. Sarah Palin è antiabortista, si oppone alla contraccezione e all’educazione sessuale cosiddetta “esplicita”, vale a dire quella in cui ti viene spiegato sia come fare i bambini sia come non farli. In caso ve lo steste domandando, sì, ne esiste un’altra, attualmente l’unica che abbia il sostegno del governo federale: si chiama abstinence-only sex education, vale a dire “Noi vi abbiamo detto di non farlo, se poi lo fate e ci scappa il pupo o una malattia, oh, noi ve l’avevamo detto!” Una ricetta per il disastro, dato che da recenti ricerche risulta come questo genere di programmi lasci i ragazzi nella più totale oscurità riguardo il funzionamento dei loro corpi, ma non freni in alcun modo il desiderio sessuale. Risultato, fanno sesso ugualmente, ma contraggono più malattie e vanno incontro a un maggior numero di gravidanze.
Proprio come Bristol Palin, diciassettenne figlia di Sarah, che aspetta il suo primo figlio: c’è chi obietta che poteva succedere a chiunque, anche ai più attenti. E c’è chi invece sostiene che la gravidanza di Bristol sia la spia di come l’approccio ideologico del ticket McCain-Palin sia fallimentare. Oltre al fatto che, se vincessero loro, le ragazze come Bristol potrebbero non avere più la possibilità di scegliere se tenere o meno il bambino (e si fa notare che probabilmente nemmeno Bristol ha avuto una gran scelta, a differenza di quanto sostiene sua madre nei comunicati ufficiali: figurarsi se avrebbe potuto interrompere la gravidanza, col rischio che il mondo venisse a saperlo).
Insomma, l’America rischia seriamente di essere governata da una giovane signora entusiasta ma gran poco esperta, che sarebbe quasi sicuramente in mano ai consiglieri, e potrebbe farsi promotrice di una politica antiquata, pericolosa per il pianeta (la governatrice è favorevole alle trivellazioni petrolifere in Alaska, con grave danno all’ecosistema locale) e del tutto amatoriale in materia di politica estera (Sarah Palin non è quasi mai uscita dagli Stati Uniti, e ha ottenuto il passaporto due anni fa). E gli artisti di Photoshop già si scatenano…

