rosario_dawson.jpgUomini. Così di rado c’è da ringraziarli per qualcosa, eh? Invece l’altra sera guardavo una bella maratona Grindhouse alla TV (Planet Terror e Death Proof, uno dietro l’altro: sangue! Budella! Zombie! Bruce Willis!) e improvvisamente ho realizzato che nessun regista come Quentin Tarantino tratta bene le donne. Non “bene” nel senso che le piedistalla e illumina o eleva o altro. “Bene” nel senso che solo nei suoi film - esagerati, cartoni animati, violenti e sgangherati - le donne sembrano esseri umani veri.

Andrò per punti.

“Oggi mi sono guardata allo specchio. Volevo la pancetta.”
Come fiera proprietaria di trippino, non posso che essere colpita dall’amore che Tarantino riserva a questa parte così ingiustamente trascurata dell’anatomia femminile. Il monologo di Fabienne in Pulp Fiction è una lettera d’amore alla morbidezza addominale, ma non è l’unica spia dell’affetto del buon Quentin per ciò che il Canone Velina vorrebbe crudelmente obliterare. Vedasi dunque anche la lap dance di Butterfly in Death Proof, e relativa maglietta “di due taglie più piccola” da cui spunta la rotondità dell’addome. O Rosario Dawson, nella foto qui riportata.

“Ti sei fatta fare un massaggio ai piedi?”
L’altra fissa tarantiniana è quella dei piedi: da quelli di Uma Thurman in Kill Bill a quelli delle protagoniste di Death Proof, sempre scalze o in infradito. Poi c’è la storia del massaggio ai piedi (costituisce o meno infedeltà?) in Pulp Fiction, dove Uma Thurman balla scalza con un John Travolta in calzini. La donna scalza è a contatto con la terra, è sexy in modo naturale, senza artifici. Senza scarpe era anche Salma Hayek nella famosa scena della danza col pitone di Dal tramonto all’alba, di cui Tarantino era produttore, e mi gioco tutto che l’idea era sua: del resto è lui, nel film, a bere il whisky da quel piede nudo, proteso.

Pari opportunità (te la do io la Carfagna)
Shirley McLaine diceva che a Hollywood per le donne ci sono solo tre tipi di ruolo: prostituta, vittima o zerbino. Le iene (in cui il cast era interamente maschile) a parte, quasi tutti i film di Tarantino contengono donne toste, fisicamente forti, abili, intelligenti, buone, cattive, comunque interessanti, in grado di affettare molti nemici di entrambi i sessi o di penzolare dal cofano di un’auto in corsa. Più spesso che no, sono le protagoniste del film: Pam Grier in Jackie Brown, Uma Thurman in Kill Bill, Rose McGowan in Planet Terror, le otto signorine otto di Death Proof, in cui l’uomo è praticamente uno solo, e finisce che Rosario Dawson lo prende a stivalate in faccia. Le donne di Tarantino non sono avverse alla maternità o alla famiglia, e ugualmente a darsele tra loro con armi da taglio, anche e soprattutto una delle due è il capo della mafia locale giapponese. Ah, mi raccomando: non fidatevi delle scolarette.

Russ Meyer? Naaaa
Sì, è ovvio che gli piace il genere, anche se con il maestro del pecoreccio condivide giusto l’estetica trash, non certo il contenuto. Le donne di Meyer sono belve, lupe mannare con grandi mammelle, interessate solo al sesso e alla sopraffazione del maschio. Grande progresso per gli anni in cui colpivano, ma le donne di Tarantino sono qualcosa di più. Questa scena di Death Proof è praticamente Sex and the City zozzo e, in un certo senso, molto più autenticamente femminile. Ehi, almeno non c’è Samantha. Non ho mai creduto a Samantha.

3 commenti

  1. 1.

    […] Blasi, quella di Sai tenere un segreto?, ha scritto una cosa su Quentin Tarantino: Nessun regista come Quentin Tarantino tratta bene le donne. Non “bene” nel senso che le […]

  2. 2.

    […] trionfa contro le avversità”, proprio nel senso di donna che picchia.» Qualcuno telefoni a Quentin Tarantino [http://blog.donnamoderna.com/worldwidewomen/2008/09/03/il-piu-amato-dalle-donne/?margiani=1]: come […]

  3. 3.

    […] bel post della Giulia, denso di link a spezzoni video, è dedicato alla rappresentazione delle donne nei […]

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