Noi al volante
Pubblicato da Giulia Blasi il 5 Settembre 2008- Tags: automobili, donne, guida, pregiudizi
Ieri mi hanno tamponata a uno stop. Ero ferma ad aspettare di potermi immettere su una strada a scorrimento veloce, ferma, dico, e un tizio è arrivato di gran carriera, fermandosi contro il mio paraurti posteriore. A parte un po’ di spavento, doloretti ai muscoli del collo guaribili con un paio di Momendol e qualche graffietto alla carrozzeria, nessuno si è fatto nulla. Così, mentre stamattina cercavo qualcosa di cui parlare con voi, ho pensato: “Donna al volante…” e mi sono andata a cercare qualche dato sull’argomento.
Un dato generalizzato e ormai acquisito (perfino dalle compagnie assicurative) è che le donne al volante sono meno pericolose degli uomini. Lente, magari, o comunque meno inclini a “correre”, ma più prudenti. Le due cose sono probabilmente collegate, e a loro volta collegate al fatto che le donne preferiscono mediamente macchine piccole, maneggevoli e parcheggiabili, attribuendo pochissima importanza alla potenza. Sono anche più pigre nella manutenzione, e anche qui io faccio campione statistico: se non ci fossero gli uomini anziani delle due famiglie a cui sono collegata a ricordarmelo, col cavolo che porterei il macchinino a fare la revisione (o mi ricorderei di controllare l’olio). Sarà un mese che non metto l’acqua nel coso dei tergicristalli. A proposito: qual è il coso dell’acqua dove mettere l’acqua per i tergicristalli? Che vergogna.
Questi dati ovviamente vengono mal digeriti dagli uomini, aggrappati con le unghie e con i denti all’idea della donna al volante pericolo costante. Nei commenti a questo articolo esce una perla strepitosa, che vado a citarvi:
La donna provoca meno incidenti perche’ usa poco l’auto e preferisce farsi scarrozzare dai fidanzati o amici.
Il dato in sé non è significativo: sul totale degli incidenti gravi, e non dei guidatori, il 70% dei colpevoli sono uomini. Anche ammesso e non concesso che la maggioranza dei guidatori siano uomini, mi pare comunque che la percentuale vada contro l’idea che siano le donne ad essere incapaci o imprudenti alla guida. La proporzione si inverte quando si parla di incidenti di lieve entità - muretto urtato durante il parcheggio, specchietto “ripulito” passando fra due auto in doppia fila, tipo sotto casa mia, dove gli scommettitori (tutti uomini) accampati al Punto Snai occupano allegramente la carreggiata - ma è ancora vero che non guidiamo? E soprattutto, che non guidiamo volentieri? A casa mia non si fa testo (io ho la macchina, io guido, e dopo qualche esperienza agghiacciante con amici maschi dall’acceleratore facile preferisco essere sempre io quella che tiene il volante: il mio fidanzato, che non guida, approva e mi preferisce ad ogni altro pilota), ma mi domando quante di noi preferiscano far guidare il lui di turno, e perché: per pigrizia? Perché lui preferisce così? Perché altrimenti rompe le scatole dal minuto in cui ti metti al volante fino a quando scendi? Il mio ex, uno di quelli che se guardano un Gran Premio in televisione poi superano in curva, era impossibile da tenere come navigatore: e fai questo, e fai quello, e accelera, e scala, e gira, e metti i fari, e togli i fari, e FINISCILA MALEDIZIONE, ECCOTI LE CHIAVI E DA QUI IN POI GUIDI TU!
Ieri mi hanno tamponata a uno stop. Io sono femmina. Quello che mi ha tamponato in quel modo cretino è maschio. Voi come la vedete?
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