festadelcinema.jpg“Come mai nun la fanno la manifestazzione, oggi, eh? Poi me vengono a di’ che nun è pilotata. ‘A potevano fa’ oggi che ce sta er triplo d’a ggente!” Così sbraita il tizio dietro di me ai margini di questo red carpet, a occhio e croce per impressionare la ragazza con cui è venuto. Intorno a lui, decine di persone reggono palloncini inneggianti alle pari opportunità nella scuola: sono in prevalenza bambine. Oggi è il grande giorno della prima di High School Musical 3, terzo e probabilmente ultimo episodio della saga Disney che ha fatto impazzire le ragazzine di tutto il mondo: manifestare oggi avrebbe avuto come risultato solo quello di rovinare la festa a centinaia di piccole fan di Troy, Gabriella, Sharpay e Chad. Impatto zero, lacrime molte.

Gli scontri fra manifestanti e polizia sono stati finora l’unica parte di questa Festa Internazionale del Film di Roma (che per comodità, brevità e pigrizia mentale si continua a chiamare “Festa del Cinema”) degna di qualche chiacchiera. Per carità, c’è anche stato il curioso e bizzarro incidente domestico fra Yvonne Sciò e il marito, che si è pubblicamente dichiarato “estraneo ai fatti” dopo aver scoperto che la consorte ha girato un film “violento e porno” mentre era incinta di otto mesi. Ah, le gioie di un matrimonio fatto di comunicazione e vicinanza. Un po’ più grave, per la puzza di censura moralista che emana, è il divieto ai minori di diciotto anni inflitto a Un gioco da ragazze di Matteo Rovere; film colpevole principalmente di non offrire un finale di redenzione o almeno punizione per le sue protagoniste.

Ma torniamo alla prima di High School Musical 3, fondamentalmente un purgatorio per genitori che si sentono in difetto. Quasi tutte le fan presenti sono accompagnate da mamma, papà o entrambi, essendo ben sotto l’età dell’autonomia. Poche, pochissime le adolescenti vere e proprie, in generale mini-sciantose bistrate di trucco. Per il resto, Largo Luciano Berio è affollato di bimbe piccole, alcune piccolissime, che urlano tutte insieme a frequenze insostenibili, tipo fischietto per cani. Ce n’è una ai miei piedi, avrà sì e no quattro anni e non vede nulla: la mamma è troppo stanca per alzarla. Me la isso su una spalla: lei è intimorita, ma ruba con lo sguardo tutto quello che può, prima che le braccia mi cedano e debba rimetterla giù. Sul red carpet passa Isabella Ferrari con le figlie: nessuno grida, nessuno dice pio. Proprio un altro mondo.

L’attesa è interminabile, rotta solo dai balletti di un gruppo di figuranti in costume a tema, e dall’esibizione (in rigoroso playback) di Jacopo Sarno, interprete della versione italiana di Scream, una delle canzoni del film. Fra spintoni, gomiti, spalle, scarpe, urla, pon-pon agitati in faccia, finalmente ecco l’auto che contiene Kenny Ortega (il creatore della serie), Ashley Tisdale e Corbin Bleu. A questo punto, la mia resistenza è stata fiaccata, anche se non posso in tutta onestà dire che non mi stessi divertendo. Le ondate di strilli delle bambine sono strilli di gioia pura, sono contagiosi: era impossibile non guardarle e pensare che questo pomeriggio all’Auditorium resterà nella loro memoria per sempre. Anche in assenza di Zac Efron e Vanessa Hudgens, i protagonisti del film: una delusione per loro e anche per me. Ero troppo curiosa di sentire che rumore fanno centinaia di bambine che infrangono la barriera del suono.

E tu cosa ne pensi?


2008 ARNOLDO MONDADORI EDITORE S.P.A. P.IVA 08386600152