Vorrei cominciare la settimana lanciando una piccola iniziativa. Uno dei siti americani che leggo con più costanza e frequenza, Jezebel, sta portando avanti una campagna contro la costante critica del corpo femminile, ad opera principalmente di altre donne. E la sta portando avanti non solo con post interessanti contro il cosiddetto body snarking, che in italiano non ha nemmeno una traduzione: le moderatrici del sito intervengono d’autorità contro i commentatori che si rendono colpevoli dell’infrazione, con provvedimenti che vanno dall’eliminazione delle vocali in tutto il commento, fino all’espulsione del commentatore dalla community.
La motivazione dietro questa severità, che a noi chiacchierine potrebbe sembrare eccessiva e censoria, è fortemente educativa. Il corpo di una donna è fatto oggetto di costante osservazione e giudizio, molto più che la sua personalità. Siamo tutte leste a notare se Tizia ha messo su qualche chilo o Caia si è gonfiata labbra e seno, e nel farlo continuiamo ad alimentare un’ossessione collettiva per l’aspetto fisico che finisce per sottrarre tempo ed energie alla vita stessa. Critichiamo le altre per una varietà di motivi: per la paura inconscia di essere a nostra volta criticate, per cattiveria, per superficialità, per dimostrare buona volontà, per insicurezza. Perché consideriamo ancora il corpo come la nostra unica arma. E mentre siamo occupate a farci le pulci a vicenda, il mondo va avanti senza considerarci minimamente.
L’iniziativa che lancio è questa: per una settimana, a partire dal momento in cui leggerete questo post, fate - anzi, facciamo: mi ci metto anche io, mica sono innocente - uno sforzo di non esprimere più giudizi negativi sulla forma fisica delle altre. Né a voce, né nei commenti, né nei social network, né altrove. Niente più “Oddio che prosciutti”, “Guarda, anche lei ha la cellulite!” o “Ecco cosa succede se non usi l’antirughe”. Proviamoci, facciamo l’esperimento: e poi vediamo se ci siamo riuscite. Ci risentiamo fra una settimana, guardate che interrogo.

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Aderisco senz’altro alla tua iniziativa, BRAVA!
Bollicina
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[…] motivi dovrebbero esservi noti, ma nel caso li spiego meglio nel post in questione. 23 Febbraio 200914:51, Lunedì Giulia Filed under : Senza categoria Tags: cattiveria, […]
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La tua iniziativa è lodevole…ma….la prima con cui sono cattiva è la mia persona..mi guardo allo specchio e me ne dico di ogni…quindi, dovrei non guardarmi allo specchio! Per quanto riguarda le altre donne…ok, ce la metterò tutta, ma i pensieri vanno per conto loro..siamo schiave dell’apparire!
4.
mokymoky, le due cose sono collegate: sei insicura sul tuo aspetto, quindi critichi quello delle altre. E’ una forma di attacco preventivo a cui ci hanno abituate nei secoli dei secoli, sta a noi cominciare a liberarcene.
E’ ovvio che i pensieri vadano per conto loro. Quello che possiamo fare è evitare di esprimerli ad alta voce: fermarci prima di commentare negativamente una foto che abbiamo visto su Internet (che so, quella famosa di Donatella Versace in bikini, per dirne una che avrebbe tentato una santa?), o di sfottere dietro le spalle una ragazza grassoccia con la gonna corta e le calze bianche, oppure la ragazzina con i jeans a vita bassa e tanto di risvoltone di ciccia che spunta. Ogni giorno vediamo corpi che ci sembra chiamino il nostro commento, a volte persino “Per il loro bene”. Ad esempio, a me non riesce di non dire “Datele un panino” ogni volta che vedo una modella sottopeso. Basta! Usciamo dal tunnel!
5.
Sottoscrivo entusiasticamente, e - per quanto posso - rilancio da me.
6.
Sono assolutamente favorevole all’iniziativa, e grazie per averla lanciata… Unica domanda: ma vale anche davvero per i pantaloni a vita TROPPO bassa? (dai faccio da brava, lo penso e non lo dico). Cerco di diffondere!
7.
“Non rompiamoci le palle sull’abbigliamento” è uno step successivo
Diffondete, diffondete!
8.
credo che siamo nel mondo dell’utopia, ma mi pare un’iniziativa carina…nn so come controlleró i pensieri, ma sulle esternazioni ci proveró fortemente. Io tento applicare la cosa da tempo per le ossevazioni tipo “che pu**tana, che tr**a” et similia…che sono cose veramente odiose da dirigere ad un’altra donna…ma certe volte scappano, purtroppo. Ma giá il fatto di pensarci su é un passo avanti
9.
a me non interessa se sono grassa o magra :ognuno deve accontentarsi di quello che è e curarsi quanto basta, non mi interessa delle altre pensiamo a noi . è un ragionamento egoista ma io la penso così
10.
Sei fortissima.
E comunque hai ragionissimo…Prima lo facevo anch’io, ma erano altri tempi, ero un’altra persona…Si cresce e si impara a far funzionare il cervello…
Non mi interessa esprimere giudizi: primo perché non sono nessuno per farlo, secondo perché credo che ogni donna sia libera di fare quel cavolo che vuole. Ti vuoi rifare il seno? Rifattelo! Non vuoi usare l’antirughe (che poi tanto le creme antirughe NON esistono, sono tutte palle pubblicitarie)? Non usarlo!
Siccome ne ho piene le scatole delle vipere, non voglio assolutamente esserlo anch’io. Ci sono poi cose molto più importanti di cui parlare e discutere…
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Iniziativa lodevole. Ma non credete che un simile atteggiamento apra la porta a un generale lassismo e un diffuso lasciarsi andare in nome del volemose bbbene? In fondo segnalare alla ragazza grassoccia che è inopportuno mettersi la minigonna è un modo per farle capire l’errore commesso e spingerla magari a migliorarsi e perdere qualche chilo di troppo! Senza i consigli delle amiche e di chi ci sta intorno come facciamo a migliorarci e vivere meglio con il nostro corpo?
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Liz: io credo che ci sia un errore di fondo nel tuo ragionamento, ed è l’errore che ci tiene bloccate come persone. Più importanza attribuiamo al corpo e all’immagine, meno attenzione dedichiamo a miglioramenti di ben altro tipo. Inoltre, non credo ASSOLUTAMENTE che chi critica lo faccia per il “bene” delle altre: è un gioco di forza che mira a sminuire la criticata in favore della criticante, e così facendo spala carburante nel grande macchinone che ci obbliga ad anteporre l’aspetto fisico al carattere.
“Segnalare alla ragazza grassoccia che è inopportuno mettersi la minigonna” non è solo cattivo e meschino, è anche controproducente, nonché il primo passo verso il burqua equo e solidale per tutte. C’è vita, oltre il voler essere gnocche ad ogni costo (e obbligare le altre a vergognarsi di non esserlo).
Comunque io questa settimana sono andata bene: tenere la bocca chiusa mi ha aiutata ad identificare meglio i pensieri negativi. Voi?
13.
[…] settimana fa vi avevo proposto un esercizio: sette giorni senza esprimere pareri negativi (a voce o scritti) sul corpo e sull’aspetto […]
14.
Io ho partecipato, alla settimana contro la cattiveria femminile.
Non è cambiato nulla fino a ieri sera - e già mi ero detta, “Io di commenti maligni non ne faccio mica” -, poi mi si è palesata davanti una ragazza di circa vent’anni, truccata con un fucile caricato a makeup e con indosso un azzardo chiamato gonna che avrebbe slanciato verso il basso anche una modella…
E quanto mi è costato tenere a freno la lingua!
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(Specialmente quando mi è venuta in mente la battuta: “fucile caricato a makeup”. Lì stavo per cedere. Ho ceduto qui…)
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Il differimento della cattiveria è già un risultato

Quello che cercavo di capire, tutte insieme appassionatamente, era se si potesse provare ad isolare in noi l’impulso della critica costante. Chi ha partecipato, magari non è riuscita a trattenersi sempre, ma sicuramente ha avuto occasione di pensarci su. E’ già ottimo. Seminare i germi della consapevolezza non vuol dire farci subito la penicillina