Come cambiano le mode, anche quelle del corpo. Negli anni ‘70 nessuno andava in palestra: l’idea di “fitness” è strisciata nell’immaginario collettivo durante gli efficientissimi, potentissimi, energicissimi e anche pippatissimi anni ‘80. Con Jane Fonda e i suoi video di aerobica, gli scaldamuscoli e le felpe ampie di Flashdance, le lunghe gambe sottili di Lori Singer in Footloose, le modelle che si muovevano a tempo dietro Robert Palmer nel video di Addicted to Love. Gli anni ‘70 erano gli anni del ritorno alla natura, gli anni del corpo libero, dei capelli e delle barbe e dei peli oggi ritenuti superflui.
Perché dico tutto questo? Perché le mode cambiano, i corpi cambiano, e fare un film ambientato negli anni ‘70 in cui si veda un sacco di gente in vari stati di nudità, come Taking Woodstock (film diretto da Ang Lee e tratto dall’omonimo libro di Elliot Tiber) può presentare problemi di realismo. Perché, e cito:
«La sfida più grande è stato trovare comparse che fossero magre senza andare in palestra, e che avessero ancora peli pubici.»
Per noi ora è difficile se non impossibile immaginarlo, ma quarant’anni fa non si passava tutto il tempo a fissarsi nello specchio con l’angoscia di non essere abbastanza magri (o abbastanza muscolosi, nel caso dei maschi). Né ci si strappavano tutti i peli a forza. La questione del pelo pubico tende a riproporsi con maggiore frequenza man mano che le attrici si spogliano (letteralmente) del loro pudore ed appaiono nude nei film: a Sienna Miller hanno dovuto ritoccare le innominabili per renderle più cespugliose in Hippie Hippie Shake, mentre, come sappiamo, la sempre spudorata Kate Winslet ha raccontato di avere indossato un’apposita parrucca per The Reader. Parrucca di sotto, si intende.
Le cose cambiano. Anche i peli, a quanto pare.
Foto: Lapresse





